PROCEDURE STANDARDIZZATE DVR AGGIORNATE 2014 PER IMPRESE CON MENO DI 10 DIPENDENTI

 

Con il Decreto Interministeriale deI 30 novembre 2012 sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i., ai sensi dell’art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo.

Le procedure standardizzate, offrono ai datori di lavoro di aziende di limitata dimensione uno strumento per la valutazione dei rischi che garantisce i seguenti vantaggi:

  • operare in maniera semplice e guidata

  • essere certi di aver considerato tutti i rischi

  • utilizzare un metodo oggettivo di valutazione

  • mettersi al riparo da contestazioni da parte di un eventuale ispettore

  • operare in maniera più veloce rispetto alla modalità classica prevista dall'art.29

Cosa sono le procedure standardizzate previste dall'art 29 comma 5 del Testo Unico sulla sicurezza?

Sono il modello di riferimento, approvato dalla commissione consuntiva permanente recepite dal decreto ministeriale del 30 novembre 2012, sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti:
1.descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;
2.identificazione dei pericoli presenti in azienda;
3.valutazione dei rischi associati ai pericoli identificate individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
4.definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.


Il documento, approvato dalla Commissione consultiva, individua il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, di cui all’art. 29, comma 5, del D.lgs. n.81/2008 smi, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

Le procedure standard per la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi sono state individuate dal decreto interministeriale del 30 novembre 2012, in attuazione delle disposizioni previste dal Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro. Il documento, approvato dalla Commissione consultiva, individua il modello di riferimento per l'effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

 

Il documento valutazione dei rischi realizzato mediante le procedure standardizzate sostituisce l'autocertificazione che a partire dal 1 luglio 2013 deve essere sostituito ALMENO con un DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI REDATTO SECONDO QUANTO PREVISTO DALLE PROCEDURE STANDARDIZZATE.

Effettuare la valutazione sulla base delle procedure standardizzate è responsabilità del datore di lavoro che coinvolgerà i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo I, capo III del D.lgs 81/08 s.m.i. e in relazione all'attività e alla struttura aziendale.

COSA PUO' ACCADERE SE NON SI REDIGE IL D.V.R?

Ecco la risposta:

per omessa redazione del DVR: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da Euro 2.500 a Euro 6.400.
La pena è aumentata a 4/8 mesi nelle aziende a rischio di incidente rilevante e con l`esposizione a rischi biologici, cancerogeni/mutageni, atmosfere esplosive

per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, misure di prevenzione e protezione, procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità: ammenda da Euro 2.000 a Euro 4.000

per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione sulla relazione della valutazione di tutti i rischi, l`individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza ed adeguata formazione: ammenda da Euro 1.000 a Euro 2.000

Nota: Le sanzioni sono state regcentemente aumentate del 30%

Cosa sono le procedure standardizzate?
Sono il modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei  rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti:
1) descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;
2) identificazione dei pericoli presenti in azienda;
3) valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
4) definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.

Chi deve o può utilizzare le procedure standardizzate?
Ai sensi dell’art. 29 comma 5 del D. Lgs. 81/08, i datori di lavoro di attività che impiegano fino a 10 lavoratori (ad esclusione delle attività svolte  nei casi previsti dall’articolo 31,c.6) effettuano la valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate.
i datori di lavoro per aziende fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate.
Quali sono i vantaggi delle Procedure Standardizzate?
Vantaggi
In breve, la redazione del DVR secondo le procedure standardizzate consente di:
• operare in maniera semplice e guidata
• essere certi di aver considerato tutti i rischi
• utilizzare un metodo oggettivo di valutazione
• mettersi al riparo da contestazioni da parte di un eventuale ispettore
• operare in maniera più veloce rispetto alla modalità classica

ORA LA NOSTRA PROPOSTA!!

Abbiamo realizzato un pratico applicativo in excel per la redazione del D.V.R secondo quanto indicato dalle procedure standardizzate approvate.

Non si tratta di un complicato software ma un modello avanzato di valutazione editabile in word  che permettono la redazione con estrema semplicità il documento di valutazione dei rischi mediante le procedure standardizzate previste dal recente decreto legge.

Lo schema utilizzato è conforme a quanto indicato nello schema approvato e quindi assolutamente conforme in caso di verifiche e controlli ispettivi.

IL "D.V.R PROCEDURE STANDARDIZZATE" SI ADATTA A TUTTE LE AZIENDE, INDIPENDENTEMENTE DAL CODICE ATECO O ATTIVITA', ED E' CORRISPONDENTE ALLA PROCEDURA STANDARDIZZATA RECENTEMENTE APPROVATA.

 

Il  documento che crea con il nostro applicativo in excel , redatto ai sensi dell' artt. 6, comma 8, lettera f) e dell'art. 29 comma 5 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche introdotte dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 , ha lo scopo di effettuare la valutazione, tramite le procedure standardizzate di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

Documento di valutazione dei rischi elaborato ai sensi dell'Articolo 29, comma 6 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i, secondo le disposizioni del documento approvato dalla commissione permanente in data 16 Maggio 2012, approvate in via definitiva il  25/10/2012,sulla base delle procedure standardizzate che assolvono alle disposizioni di cui agli articoli 17,28,29 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.

Possiamo fornirvi a titolo di consulenza online il modello di Documento di valutazione dei rischi per aziende sotto i 10 dipendenti editabile in word.

 

STRUTTURA DEL D.V.R PROCEDURE STANDARDIZZATE

  • COPERTINA DEL D.V.R STANDARDIZZATO 

  • CAMPO DI APPLICAZIONE DEL D.V.R STANDARDIZZATO 

  • COMPITI E RESPONSABILITA' 

  • SCHEMA DELLA PROCEDURA STANDARDIZZATA PRESENTE NEL D.V.R 

  • MOD 1.1DATI GENERALI DELL'AZIENDA 

  • ALLEGATO AL MOD 1.1 ORGANIGRAMMA DELLA SICUREZZA AZIENDALE 

  • ALLEGATO AL MOD. 1.1 PLANIMETRIE E LAYOUT 

  • MOD 2 INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI 

  • MOD 3 INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI E PIANO DI MIGLIORAMENTO

 

SCHEMA DELLA PROCEDURA STANDARDIZZATA
  • Descrizione generale dell'azienda
  • Descrizione delle lavorazioni aziendali
  • lndividuazione dei pericoli presenti in azienda
  • Identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati
  • lndividuazione di strumenti informativi di supporto per l'effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio indici infortunistici, liste di controllo, ecc.).
  • Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati
  • Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione
  • Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate
  • lndividuazione delle misure per garantire il programma di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
  • lndividuazione delle procedure per la attuazione delle misure

 

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Seleziona un D.v.r da quelli presenti nell'elenco dei Documenti di valutazione dei rischi che trovi cliccando QUI e potrai richiedere il nostro servizio base online che ti permette di avere UN MODELLO DI D.V.R EDITABILE IN WORD specifico all'attivita' richiesta e conforme anche ad aziende con piu' di 10 dipendenti, un modello di  D.U.V.R.I STANDARD EDITABILE IN WORD, un modello di PIANO EMERGENZA ED EVACUAZIONE EDITABILE IN WORD,e ora anche il semplice applicativo MODELLO DI D.V.R EDITABILE IN WORD D.V.R MEDIANTE PROCEDURE STANDARDIZZATE.


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II Datore di lavoro in collaborazione con il RSPP (se diverso dal Datore di lavoro) e il Medico competente, ove previsto (art.41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.), effettuerà la valutazione dei rischi aziendali e la compilazione del documento, previa consultazione del RLS/RLST, tenendo conto di tutte le informazioni in suo possesso ed eventualmente di quelle derivanti da segnalazioni dei lavoratori, secondo i passi di seguito riportati:

1) descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni
2) identificazione dei pericoli presenti in azienda
3) valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate
4) definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza

La valutazione dei rischi, essendo un processo dinamico deve essere riesaminata qualora intervengano cambiamenti significativi, ai fini della salute e sicurezza, nel processo produttivo, nell'organizzazione del lavoro, in relazione al grado di evoluzione della tecnica, oppure a seguito di incidenti, infortuni e risultanze della sorveglianza sanitaria.

Si ricorda che i principi generali che devono guidare il Datore di lavoro nella scelta delle misure di riduzione e controllo dei rischi sono contenuti nel D.Lgs. 81/08 s.m.i. all'art. 15 e sono così sintetizzabili:

l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione alla fonte in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza (criterio di completezza della valutazione);

il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature;

la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale

il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria);

l'informazione, la formazione e l'addestramento adeguati per i lavoratori;

la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;

l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza (segnaletica di salute e sicurezza);

la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in confomità alla indicazione dei fabbricanti;

la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza.

Dopo aver descritto l'attività aziendale, si devono individuare i pericoli presenti.

Questi sono legati alle caratteristiche degli ambienti di lavoro, delle attrezzature di lavoro, dei materiali; agli agenti fisici, chimici o biologici presenti; al ciclo lavorativo, a tutte le attività svolte (comprese quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc.); a fattori correlati all'organizzazione del lavoro adottata; alla formazione, informazione e addestramento necessari e, in generale, a qualunque altro fattore potenzialmente dannoso per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Si tenga presente che il datore di lavoro è tenuto ad effettuare, ogni qualvolta sia possibile, le lavorazioni pericolose o insalubri in luoghi separati allo scopo di non esporvi senza necessità i lavoratori addetti ad altre lavorazioni (D.Lgs. 81/08 s.m.i., Allegato IV punto 2.1.4).

Compiti e responsabilità

Effettuare la valutazione sulla base della procedura standardizzata è responsabilità del datore di lavoro che coinvolgerà i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo l, Capo III del D.Lgs. 81/08 s.m.i. e in relazione all'attività e alla struttura dell'azienda.


COMPITI

Valutazione dei rischi

Indicazione delle misure di prevenzione e protezione

Programma d'attuazione

RESPONSABILITA'

Datore di lavoro

SOGGETTI COINVOLTI

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): artt.31, 33 e 34 D.Lgs.81/08 s.m.i.

Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza(RLS)/ Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST): artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Lavoratori: art. 15 comma 1 lett. r) D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Eventuali altre persone esterne all'azienda in possesso di specifiche conoscenze professionali (art. 31 comma 3 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Ove il datore le ritenga pertinenti potrà tener conto delle eventuali segnalazioni provenienti dai dirigenti, preposti e lavoratori


COMPITI

Attuazione e Gestione del programma

RESPONSABILITA'

Datore di lavoro

SOGGETTI COINVOLTI

Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Dirigenti: art.18, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Preposti: art.19, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Lavoratori: art.20, D.Lgs. 81/08 s.m.i.


COMPITI

Verifica dell'attuazione del programma


RESPONSABILITA'

Datore di lavoro


SOGGETTI COINVOLTI

Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Dirigenti: art.18, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Preposti: art.19, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Lavoratori: art.20, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIENDA

Inserire nel MODULO 1.1 i seguenti dati identificativi dell'azienda:

Dati aziendali
- Ragione sociale
- Attività economica
- Codice ATECO 2007 (facoltativo)
- Nominativo del Titolare/Legale Rappresentante
- Indirizzo della sede legale
- Indirizzo del sito/i produttivo/i (esclusi i cantieri temporanei e mobili- Titolo IV D.Lgs.81/08 s.m.i.)


Sistema di prevenzione e protezione aziendale
-Nominativo del Datore di lavoro (Indicare se il datore di lavoro svolge i compiti del SPP)
-Nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi se diverso dal datore di lavoro
-Nominativi ASPP (ove nominati)
-Nominativi addetti al Servizio di Pronto Soccorso,
-Nominativi addetti al Servizio di Antincendio ed Evacuazione
-Nominativo del Medico Competente (ove nominato)
-Nominativo del RLS/RLST

Evidenziare le figure esterne al Servizio di prevenzione e protezione (dirigenti e/o preposti ove presenti), ai sensi dell'art.2 comma 1 lettere d) ed e) e allegare eventualmente l'organigramma aziendale nel quale sono indicati ruoli e mansioni specifiche.

modulo 1.1

DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI AZIENDALI ED IDENTIFICAZIONE DELLE MANSIONI

Si potrà utilizzare il MODULO 1.2 inserendo le seguenti informazioni nei campi e nelle colonne corrispondenti:

• "Ciclo lavorativo/Attività"
Indicazione di ciascun ciclo lavorativo/attività.
Se in azienda sono presenti più cicli lavorativi si potrà utilizzare un modulo per ogni ciclo lavorativo

• colonna 1 - "Fasi"
lndividuazione delle fasi che compongono il ciclo lavorativo

• colonna 2 - "Descrizione Fasi"
Descrizione sintetica di ciascuna fase

• colonna 3 - "Area/Reparto /Luogo di lavoro"
Indicazione dell'ambiente o degli ambienti, sia al chiuso che all'aperto, o del reparto in cui si svolge la fase

• colonna 4 - "Attrezzature di lavoro: macchine, apparecchi, utensili, ed impianti"
Elencazione delle eventuali attrezzature utilizzate in ciascuna fase

• colonna 5- "Materie prime, semilavorati e sostanze impiegati e prodotti. Scarti di lavorazione"
Elencazione di quelle relative a ciascuna fase

•colonna 6 - "Mansioni/postazioni"
Individuazione di quelle coinvolte in ciascuna fase

Ad ogni "Mansione" deve essere possibile associare, anche attraverso documentazione esterna al DVR standardizzato disponibile presso la sede legale {p.es.: uno specifico allegato, Libro Unico del Lavoro, contratto di lavoro o altro}, il nominativo dei lavoratori operanti in azienda anche al fine di poter ottemperare agli obblighi di legge relativi a: Valutazione dei rischi, anche connessi a "stato di gravidanza, differenza di genere, età, provenienza da altri paesi e specifica tipologia contrattuale" (art. 28, c. l. del D.Lgs. 81 /08); Informazione, Formazione ed Addestramento (artt. 36 e 37 del D.L.gs 81 /08): Sorveglianza Sanitaria, qualora ne ricorra l'obbligo (art. 41 del D.L.gs 81/08); uso di specifiche attrezzature di lavoro (art. 71 del D.L.gs 81/08); uso dei Dispositivi di Protezione Individuali, eventualmente messi a disposizione dei lavoratori (art. 77 del D.L.gs 81 /08).

L'esame delle fasi che compongono il ciclo/attività deve essere completo, includendo anche quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc. È importante evidenziare, ove presenti, situazioni lavorative quali ad esempio: lavoro notturno, lavoro in solitario in condizioni critiche (nella colonna Descrizione Fasi); attività effettuate all'interno di aziende in qualità di appaltatore, attività svolte in ambienti confinati, lavori in quota (nella colonna Ambiente/Reparto), ecc.

È utile allegare al Modulo, ove presente, la planimetria degli ambienti di lavoro e dei locali di servizio con la disposizione delle attrezzature (lay-out).

modulo 1.2

Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate

Per ciascun pericolo individuato nel MODULO 2, si deve accertare che i requisiti previsti dalla legislazione vigente siano soddisfatti (se del caso, anche avvalendosi delle norme tecniche), verificando che siano attuate tutte le misure tecniche, organizzative, procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria (ove prevista) necessarie a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori. Nella valutazione si terrà conto delle condizioni che possono determinare una specifica esposizione ai rischi, tra cui anche quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n . 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere (considerando le problematiche al maschile e al femminile), all'età (considerando non solo i giovani lavoratori, ma le fasce di età avanzata, quali gli over 50), alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale (art. 28, c. I, del D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

Qualora si verifichi che per alcuni pericoli non siano state attuate le misure previste dalla legislazione di cui sopra, necessarie a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori, si dovrà provvedere con interventi immediati.

Il MODULO 3 consente di documentare sinteticamente la valutazione dei rischi, l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e il programma di miglioramento.

Si può scegliere, secondo la modalità che si riterrà più adatta alle caratteristiche dell'azienda, se effettuare la valutazione del rischio e la conseguente compilazione del MODULO 3 a partire dall'Area/Reparto /Luogo di lavoro o dalle mansioni/postazioni o dai pericoli individuati.

Il modulo è suddiviso in due sezioni: "Valutazione dei rischi e misure attuate" e "Programma di miglioramento".

La prima sezione è composta dalle seguenti colonne:

• colonna 1 - "Area/reparto/luogo di lavoro"
• colonna 2 - "Mansione/Postazione"
• colonna 3 - "Pericoli che determinano risch i per la salute e sicurezza"
• colonna 4 - ''Eventuali strumenti di supporto"
• colonna 5 - "Misure attuate"

La seconda sezione è composta dalle seguenti colonne:

• colonna 6 - "Misure di miglioramento da adottare e tipologie di misure preventive/protettive"
• colonna 7 - "Incaricati della realizzazione"
• colonna 8 - "Data di attuazione delle misure di miglioramento"

Il MODULO 3 deve riportare in modo coerente le aree/reparti/luoghi di lavoro (colonna 1), le corrispondenti mansioni/postazioni (colonna 2) individuati nel MODULO 1.2 ed i pericoli correlati (colonna 3) individuati nel MODULO 2. Per quanto riguarda le attrezzature di lavoro dovranno essere indicate le singole tipologie di attrezzature già identificate nel proprio ciclo lavorativo/attività.

Ai fini di una più efficiente gestione delle misure di prevenzione e protezione di ciascun lavoratore, è possibile inserire (in colonna 2) una codifica specifica per ciascuna mansione identificata svolta in azienda dai lavoratori. Il codice potrà essere utile per collegare il nominativo dei lavoratori operanti in azienda alle mansioni svolte

La valutazione dei rischi sarà effettuata per tutti i pericoli individuati, utilizzando le metodiche ed i criteri ritenuti più adeguati alle situazioni lavorative aziendali, tenendo conto dei principi generali di tutela previsti dall'art. 15 del D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Laddove la legislazione fornisce indicazioni specifiche sulle modalità di valutazione (ad es. rischi fisici, chimici, biologici, incendio, videoterminali, movimentazione manuale dei carichi, stress lavoro-correlato ecc.) si adotteranno le modalità indicate dalla legislazione stessa, avvalendosi anche delle informazioni contenute in banche dati istituzionali nazionali ed internazionali.

In assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione, si utilizzeranno criteri basati sull'esperienza e conoscenza delle effettive condizioni lavorative dell'azienda e, ove disponibili, su strumenti di supporto, su dati desumibili da registro infortuni, profili di rischio, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc.

Sulla base dei risultati della valutazione dei rischi, verranno definite per tipo ed entità le misure di
prevenzione e protezione adeguate.

Gli strumenti informativi di supporto in generale, ove utilizzati nel processo valutativo, verranno indicati nel MODULO 3 (colonna 4).

In relazione al pericolo specifico individuato (colonna 3) e ai relativi strumenti di supporto (colonna 4), le misure di prevenzione e protezione attuate (scelte, tra quelle tecniche, organizzative. procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria, ove prevista) verranno indicate in colonna 5.

modulo 3

Definizione del programma di miglioramento

Le misure ritenute opportune per il miglioramento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere indicate nella colonna 6.

Completano il modulo i dati relativi all'incaricato/i della realizzazione (che può essere lo stesso datore di lavoro), delle misure di miglioramento (colonna 7) e la data di attuazione delle stesse (colonna 8).

Per programma di miglioramento si intende il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza (fra le quali ad esempio il controllo delle misure di sicurezza attuate per verificarne lo stato di efficienza e di funzionalità).


Da un punto di vista metodologico, ai fini della gestione dei rischi, è utile suddividere le misure di prevenzione e protezione previste per il piano di miglioramento, tra quelle tecniche, procedurali, organizzative, dispositivi di protezione individuali, formazione, informazione e addestramento, sorveglianza sanitaria.

Qualora il datore di lavoro lo ritenga opportuno ai fini di una migliore descrizione del processo di valutazione del rischio seguito e della gestione della attuazione delle misure di prevenzione e protezione, la modulistica indicata nei passi precedenti può essere ampliata con informazioni riportate in colonne aggiuntive.

modulo 3 dvr standard

Dal 1 Luglio 2013 le autocertificazioni non saranno più valide e il datore di lavoro dovrà elaborare un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) anche se l’Azienda è sotto i 10 dipendenti.

La data del 1 gennaio 2013 è stata prorogata al 1 Luglio 2013

31/06/2013,Proroga dell'obbligo di redazione della valutazione dei rischi per le microimprese..


Dal 1° Luglio 2013 tutte le aziende, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati, dovranno essere in possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), a dimostrazione dell’avvenuta valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro.

I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori e non esercitanti le attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g) possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi entro e non oltre il 30 giugno 2013. (data prologata dalla legge di stabilita')

Dopo tale data scadrà il valore formale di un’autocertificazione elaborata ai sensi dell’art.29 e i datori di lavoro saranno tenuti a redigere un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) (art.29, comma 5, secondo periodo, del D.Lgs. 81/08).
E’ opportuno ricordare che la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del documento deve essere fatta dal datore di lavoro in collaborazione dell’R.S.P.P. e del medico competente, per quest’ultimo nei casi previsti dall’art. 41. La valutazione e la stesura del documento rientra tra gli obblighi del datore di lavoro che non può delegare (art.17, comma 1, lettera a).
Ricordiamo a coloro che avessero redatto un’autocertificazione di tener conto di questa scadenza temporale e attivarsi per tempo per completare il processo di valutazione dei rischi così come richiesto dalla normativa vigente, per non trovarsi impreparati alla scadenza dei termini.
Ricordiamo, inoltre, che il non adeguamento del DVR corrisponde ai fini sanzionatori ad una mancata valutazione dei rischi esenti nell’ambiente di lavoro.


Di seguito riepiloghiamo le sanzioni previste per il datore di lavoro in caso di violazioni inerenti la stesura del DVR (art. 55 del D.Lgs. 81/08 così come modificato dal D.Lgs. 106/09):
1) Omessa redazione del documento di valutazione dei rischi (Violazione dell’art. 29, comma 1)
Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400
2) Incompleta redazione del DVR: omessa indicazione di quanto previsto dall’Art. 28 lettere:
b) misure di prevenzione e protezione e DPI
c) programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
d) procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità
Ammenda da 2.000 a 4.000 €
3) Incompleta redazione del DVR: omessa indicazione di quanto previsto dall’Art. 28 lettere:
a) relazione sulla valutazione di tutti i rischi, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa
f) individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento
Ammenda da 1.000 a 2.000 €.

Schema della procedura standardizzata


    Azioni da compiersi nella compilazione Moduli
Passo 1 Descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo/ attività e delle mansioni Descrizione generale dell'azienda Modulo n. 1.1  
Descrizione delle lavorazioni aziendali e identificazione delle mansioni Modulo n. 1.2
Passo 2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda Individuazione dei pericoli presenti in azienda Modulo n. 2  
Passo 3 Valutazione dei rischi
associati ai pericoli
individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate
  • identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati.
Modulo n. 3
(colonne da 1 alla 3)
 
  • individuazione di strumenti informativi di supporto per l’effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio, indici infortunistici, liste di controllo, ecc.).
Modulo n. 3
(colonna 4)
  • Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati:
  • in presenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri che prevedono anche prove, misurazioni e parametri di confronti tecnici;
  • in assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri basati sull’esperienza e conoscenza dell’azienda e, ove disponibili, sui dati desumibili da registro infortuni, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, profili di rischio, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc.
  • Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione.
Qualora si verifichi che non tutte le adeguate misure di prevenzione e protezione previste dalla legislazione sono state attuate, si dovrà provvedere con interventi immediati.
 
  • Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate.
Modulo n. 3
(colonna 5)
Passo 4 Definizione del programma di miglioramento
  • Individuazione delle misure per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.
  • Individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure
Modulo n. 3
(colonne da 6 alla 8)
 

DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI SETTORE EDILE
DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI ALTRI SETTORI
TUTTO SICUREZZA EDILIZIA
TUTTO DVR
 

 

 

 
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DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI PER AZIENDE CON MENO DI 10 DIPENDENTI DVR 2013 PROCEDURA STANDARDIZZATA